Telefono hard padrona

Prova solo ad alzare la testa ed io mi siederò sopra ad essa, fino a soffocarti lentamente. Ma dopo averti legato per bene, frustato e umiliato. Ti stai già eccitando? Niente da fare, bello: in questo gioco chi comanda sono io, la Padrona. Ho molte cose per la testa, sai? Tanto per iniziare potresti venire al telefono per assaporare il suono della mia frusta. Oppure no? Sei proprio un bel tipino, mi fai ridere. Forse mi credi fragile e indifesa. Che sfigato, voglio proprio sentire cosa mi dirai quando ti verrà il cazzo duro senza mai poter venire: perché a decidere chi viene o no, qui, sono sempre io.
Ora fai il bravo e mettiti a novanta. Siamo solo in tre: io, te e la mia frusta. E a proposito, lo sapevi che le fruste anno un manico più duro del tuo uccello? Sì, hai capito bene: qui da me sarai umiliato, vessato, imprigionato, torturato. Non hai scampo. La mia esperienza ti procurerà inaudite sofferenze di piacere, fino a quando ne sarai completamente dipendente. Vedrai, non potrai più fare a meno di me e sarai nei guai.

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Vedi, ormai ci sei già dentro con la testa. Perché non chiami? Paura? Fai bene: questo non è un gioco.
Io intanto sono già bagnata, calda… mi bolle la figa, non so se mi spiego. E la tua lingua farebbe giusto al mio caso.
Voglio sentirti strisciare, supplicare pietà per leccare anche solo un centimetro della mia scarpa. Voglio che il tuo povero piagnisteo si confonda con i miei orgasmi, e che i miei insulti e i miei lividi ti possano seguire nella vita di tutti i giorni.
Già ti vedo con gli amici, i parenti e al lavoro. Nella vita fai il capo, ma non sei nessuno. Davanti alla Padrona tu sei solo un misero suddito che obbedisce al mio volere. Impara a godere in silenzio e basta. E naturalmente soltanto se lo dico io.
Ricordati, chi prova il peccato della Padrona non può più tornare indietro. Qualcuno ci ha provato, sì, ma poi è tornato subito da me, chiedendo scusa. Ed io non scuso, punisco.
I miei seni sono così gonfi e sodi. Forse potrei farteli vedere, magari anche toccare. Ma prima la tua cazzo di lingua dovrà spegnere il fuoco che divampa tra le mie cosce. Chiamami, capirai che non scherzo. Ti farò vedere quanto possa essere dolce l’inferno se messo in confronto con me e la mia frusta.
Il tuo bel buchino si stringe, vero? Sarà forse colpa del manico del mio strumento di tortura? Tranquillo, forse potrai lubrificarlo un po’ con la tua saliva, giusto per torturarti più a lungo. Ma anche senza, perché no, farebbe molto più male.
Di’ un po’, conosci il rumore del latex appena comprato? E’ così liscio e stretto sul mio culo, appena lo tocchi suona come un tamburo. Ma tu non toccherai niente, al massimo sarò il a toccarti: schiacciandoti con la punta del mio tacco, perché la Padrona comanda e tu obbedisci.

- Bella 899